Video

 

 

 

San Pompilio Maria Pirrotti - Campi Salentina 15 luglio 2024

Ogni anno nei giorni del 14 e 15 luglio la città di Campi Salentina, comune a nord del suo capoluogo Lecce, vive con intenso fervore religioso e con vari e manifestazioni popolari la sacra festa patronale di San Pompilio. Nella vigilia si celebra la Messa solenne con la benedizione “del pane di San Pompilio” e la popolazione tutta interviene con estrema partecipazione. Durante la sera si svolge invece la tradizionale processione per le vie del paese di Campi salentina con i fedeli che accompagnano la statua del Santo.
San Pompilio Maria Pirrotti, al secolo Domenico (Montecalvo Irpino29 settembre 1710; † Campi Salentina15 luglio 1766) è stato un presbitero italiano. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica: la sua memoria liturgica cade il 15 luglio, giorno della morte.

Sesto degli undici figli del nobile Girolamo Pirrotti e Orsola Bozzuti, il 30 settembre fu battezato nella Chiesa Collegiata dell'Assunta di Montecalvo Irpino, diocesi di Benevento) con i nomi di DomenicoMicheleGiovan Battista.

Poco si conosce dei primi studi compiuti dal Santo. Sappiamo però che quando mostrò il desiderio di ritirarsi in un chiostro, i genitori si opposero. Nel 1726 a Montecalvo Irpino predicò la quaresima padre Nicolo delle Scuole Pie. Il Pirrotti ascoltandolo si persuase che Dio lo voleva nella vita religiosa. Per ubbidire a quella chiamata decise di fuggire da casa, scrisse un biglietto per il padre, e poi partì a piedi alla volta del collegio degli Scolopi di Benevento. Il sospirato consenso di entrare nel noviziato, annesso alla chiesa di Caravaggio in Napoli, gli venne soltanto dopo alcuni mesi. [1].

Pin It

Leggi tutto: San Pompilio Maria Pirrotti - Campi Salentina 15 luglio 2024

ASSUNTA: IL CAPOLAVORO DI TIZIANO

ASSUNTA: IL CAPOLAVORO DI TIZIANO

Nella vita e carriera di un grande artista, è spesso presente un’opera, un dipinto o in generale un momento di svolta decisivo, dove i pianeti sembrano allinearsi per permettere al genio di turno di sorgere in tutto il suo estro creativo.
Difficile trovare un esempio più calzante del capolavoro Assunta di Tiziano Vecellio: realizzato tra i 26 ed i 28 anni di età, l’affresco che ancora oggi ingrazia la basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia rappresenta il definitivo trampolino di lancio per il grande artista, un capolavoro dell’arte del Nord Italia ed in generale di tutto il Rinascimento italiano, non a caso paragonato alla maestosa tavola della Trasfigurazione realizzata da Raffaello a pochi anni dalla morte.
L’Assunta di Tiziano è l’opera della conferma e della maturità, ma è anche un lavoro che suggella un momento decisivo nella storia politica della Repubblica veneta e che sancisce la chiave estetica con cui verrà definita in seguito la scuola pittorica veneta.

 Assunta e Tiziano: la storia della genesi del dipinto

La genesi dell’opera risale al 1516, anno in cui padre Germano, priore dei frati francescani del convento Frati Minori Conventuali, commissionò ad un giovane ma già affermato artista originario di Pieve di Cadore, Tiziano Vecellio, la tavola che avrebbe dovuto decorare l’altare centrale della grande basilica che si addossava all’antico convento, la Basilica dei Frari.

Pin It

Leggi tutto: ASSUNTA: IL CAPOLAVORO DI TIZIANO

Generoso Maraia

Montecalvo Irpino AV – Sono venuti in tanti a dare l’ultimo saluto a Generoso Maraia. Come era prevedibile aspettarsi molti di più di quanto la chiesa potesse contenerne. È venuto a mancare a causa di una grave malattia che, dal momento in cui si è manifestata, ha fatto sprofondare nello sconforto e nella disperazione la sua famiglia, gli amici e l’intera comunità, portandolo via nel giro di pochi mesi, a soli quarantasette anni. Generoso verrà ricordato, in quanto ha espresso una personalità dai molteplici aspetti, tutti degni di attenzione. Per un periodo di tempo, ha svolto l’attività di giornalista per Il Mattino e altre testate locali, un “reporter silenzioso”, come ha scritto G. Vigoroso. Insieme al suo fraterno amico Angelo Corvino, amava raccogliere e documentare le notizie “sul campo”, come la battaglia per la chiusura della discarica di Difesa Grande e i reportage da San Giuliano durante il terremoto del 2002 in Molise. È stato uno dei primi a credere nella valorizzazione del nostro olio di oliva, creando un suo marchio personalizzato. Spaziava tra Milano, dove insegnava, e Montecalvo. Ultimamente si era specializzato nella ricerca dei tartufi; a volte lo vedevo girare con il suo cane Zara dalle parti della mia piscina. Un giorno lo invitai a sorseggiare una birra da me, e mi raccontò di questa sua passione, tanto da averlo spinto ad impiantare nel suo terreno una tartufaia. Quando gli chiesi: “Quanto tempo pensi che ci vorrà prima di raccogliere i primi frutti?”, mi sorrise ed esclamò: “Occorre che passi del tempo, è un investimento per la mia vecchiaia”.

Pin It

Leggi tutto: Generoso Maraia

Valore delle radici e dell’identità culturale

“Restanza”, a Casalbore a confronto sul valore delle radici e dell’identità culturale

Nasce dalla consapevolezza della forza delle radici il volume “Restanza.
L’identità Culturale è Libertà”, l’opera d’esordio di Maria e Jessica Panarese, disponibile da dicembre 2023, il libro è accessibile sia sulle piattaforme digitali che nei negozi fisici.

La presentazione si terrà nella sala comunale di Casalbore, un luogo di grande significato per le autrici. Prevista per domenica 21 gennaio alle 17, l’evento sarà moderato da Sheyla Bobba, editore di SBS Edizioni.
Al lancio parteciperanno il sindaco Emilio Salvatore e figure chiave del territorio, inclusi i protagonisti del docufilm che accompagna l’opera. La prefazione e la postfazione sono state affidate rispettivamente a Maria e Ciriaco Puopolo e Nicola Serafino, sottolineando la collaborazione di persone profondamente legate al progetto.
Il libro esplora il tema dell’attaccamento alle proprie radici, un concetto sempre più centrale in un mondo globalizzato.
Restanza” mescola storie personali con quelle della comunità, invitando a riflettere sull’importanza dell’identità culturale.

La parte musicale e grafica, curata da Adriano Patrevita e Tiziana Silvano, aggiunge profondità al libro, mentre Giuseppe Gambarota si è occupato di grafica e montaggio, contribuendo a creare un’opera completa e coinvolgente. A introdurre la raccolta i versi di Maria Luigia Troiano, con una composizione, nata dall’ispirazione tratta dalle figure di Maria e Jessica Panarese e dalla loro opera, impreziosisce il libro aggiungendo una profonda dimensione emotiva e culturale.

Pin It

Leggi tutto: Valore delle radici e dell’identità culturale

La perdita di Maria Narra, era stata cantatrice per Alan Lomax.

La scomparsa di Maria Narra, per noi immersi nella quotidianità di tutti i giorni, sembra, al di là della ristretta cerchia familiare, una notizia tra tante.
D’altronde, il venir meno è una prassi a cui tutti prima o poi dobbiamo confrontarci.
Tuttavia, ci sono persone che, per un curioso caso della vita, diventano protagoniste di eventi che segnano alcuni passaggi storici, tanto da essere oggetto di studio in alcune discipline accademiche. Maria Narra è una di queste.

Maria Narra è stata oggetto di studio, ed è ancora oggetto di studio, se non individualmente, almeno in gruppo, probabilmente in luoghi e contesti a noi sconosciuti. Maria Narra è stata una formidabile cantatrice di canti di tradizione popolare.
Le registrazioni da lei lasciate, fissate su nastro magnetico, saranno il DNA del nostro passato. Grazie a lei, un domani, potremo ricostruire quel mondo di soli cento anni fa, senza TV, senza telefoni cellulari, senza social. Grazie a lei, potremo riascoltare serenate, stornelli, canti di lavoro e a dispetto. Maria Narra sarà ricordata, probabilmente, molto più oltre Montecalvo Irpino. Il suo nome e i suoi canti sono nei più importanti archivi etnomusicologici italiani [1] e mondiali [2].

Pin It

Leggi tutto: La perdita di Maria Narra, era stata cantatrice per Alan Lomax.

La famiglia e il patriarcato

Sarà presentato mercoledì 18 agosto 2021 “La famiglia e il patriarcato”, un libro autobiografico di Michele Cristino che offre uno spaccato della società di Montecalvo Irpino, prima, e dell’Italia, dopo, tra gli anni ’50 ed i nostri giorni.
Un interessante viaggio nella società di “quilli di fore” (il racconto di un giovane di estrazione rurale che vive in una società rurale post borbonica ancora dominata da una borghesia pseudo nobile).
Un racconto di difficoltà materiali ma anche sociali, una storia di emigrazione oltre che di velata e strisciante discriminazione.
Alla manifestazione parteciperanno l’autore del libro, Carmelina Pepe e Giuseppe Bellaroba.
Modera il dibattito il giornalista Angelo Corvino.
L’appuntamento è per le 18.00 presso la sala conferenze del Castello Pignatelli messa a disposizione dal Comune di Montecalvo Irpino.

 
Pin It

Leggi tutto: La famiglia e il patriarcato