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Il Trekking Pompiliano

Lunedì, 15 luglio 2013, anniversario della divisione al cielo di San Pompilio Maria Pirrotti, si riproporrà un evento che negli ultimi anni ha visto la partecipazione di molti pellegrini e amanti del Santo: “Il Trekking Pompiliano” curato, come sempre, dall'infaticabile Gaetano Caccese. 
La partenza sarà effettuata da piazza S.Pompilio e da qui si avventureranno nell'antico percorso che il giovane Pirrotti compiva nel raggiungere la “Chiesa dell'Abbondanza” a lui tanto cara. 
Si attraverserà via lungara fossi, l'occhiu di lu diavulu, contrada conca, la zona della chiaria un vecchio percorso che anticamente si faceva a piedi per raggiungere il paese.
 
Attraversando i calanchi della chiaria-conca ci si immerge in luoghi suggestivi e particolari, un paesaggio unico e suggestivo con molte particolarità naturali e alberi secolari. 

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Amerò sempre: Trama del film

Il 10 giugno 1839, nella chiesa del Purgatorio in Montecalvo, il Legato Pontificio della Città di Benevento Mons. Gioacchino Pecci, futuro papa Leone XIII, apre il Processo beneventano di Beatificazione di Padre Pompilio Maria di San Niccolò, sacerdote e religioso delle Scuole Pie, nato a Montecalvo Irpino il 29 settembre 1710.
Dopo l’infanzia e la prima giovinezza nella terra natale, il sedicenne Domenico Pirrotti, sesto figlio di una famiglia borghese di Montecalvo, lascia il paese e raggiunge Benevento, accolto dai Padri Scolopi. Prenderà il nome di Padre Pompilio Maria di San Niccolò.
Una vita impervia, eroica, piena di ostacoli. A Brindisi è ordinato sacerdote il 20 marzo 1734. Luminosa catechesi, infiammata predicazione, esercizi spirituali, saggia direzione spirituale, confessioni, assistenza a malati e bisognosi.
Un apostolato molteplice e generosissimo in tempi assai tristi per la vita cristiana a motivo dell’anticlericalismo e del freddo giansenismo, che allontana i fedeli dall’Eucaristia, dalla devozione al Sacro Cuore e alla Madonna.
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Presentazione 19 Agosto 2013 a Montecalvo Irpino

Nell’Anno della Fede indetto da Papa Benedetto XVI con la lettera Apostolica “Porta Fidei” dell’11 ottobre 2011, la Parrocchia di San Pompilio Maria Pirrotti di Montecalvo Irpino ha inteso valorizzare, ancora una volta, la figura del suo illustre concittadino San Pompilio sacerdote e religiose delle Scuole Pie, nato a Montecalvo Irpino il 29 settembre 1710. Da poco si sono concluse le solenni celebrazione del Terzo Centenario della Nascita del Santo montecalvese e sulla scia dell’entusiasmo suscitato da quell’evento....,  la Comunità Parrocchiale si è impegnata in un’opera, unica nel suo genera, che a molti è sembrata bizzarra: la realizzazione di un film sulla vita, l’apostolato e il messaggio di San Pompilio. Il Santo Padre Benedetto XVI accogliendo in udienza nell’Aula Paolo VI in Vaticano il 9 marzo 2011, circa 730 pellegrini montecalvesi, in occasione del decennale del ritrovamento della statua della Madonna dell’Abbondanza, ebbe a dire: “Rivolgo un cordiale saluto a voi, fedeli di Montecalvo Irpino, qui convenuti nel ricordo di San Pompilio Maria Pirrotti, e vi esorto a rendere ovunque una generosa testimonianza cristiana, seguendo le orme del vostro Patrono e sostenuti dalla materna intercessione di Maria, che voi venerate con il titolo di Madonna dell’Abbondanza”.

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Frammenti di storia: Aequum Tuticum

Sullo spartiacque appenninico in località Sant’ Eleuterio di Ariano Irpino, sono visitabili i resti dell’antico centro di Aequum Tuticum, nodo viario, da cui si irradiavano numerose strade che collegavano da nord a sud il Sannio con la Campania, e da est ad ovest il versante tirrenico con quello adriatico.
In età repubblicana, una via Aemilia collegava Aequum Tuticum con Fioccaglia di Flumeri ed Aeclanum.Alla seconda metà del II sec d.C. si riferiscono una serie di ambienti disposti a schiera interpretabili probabilmente come horrea (magazzini) o tabernae (botteghe).
Nella zona retrostante ad essi è emerso un grande ambiente rettangolare, verosimilmente pertinente a una villa con un pregevole pavimento musivo policromo,con un complesso motivo ornamentale. 

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Frammenti di storia: Il Trappeto

Il complesso architettonico e urbanistico è da considerare un unicum,paragonabile ai più famosi Sassi di Matera solo per la disposizione a terrazze e alla conformazione,nel mentre son ben diverse le caratteristiche legate ai servizi comuni e alla convivenza delle genti,molto simile ad una società comunarda complessa,regolata da rigide regole di convivenza e di interdipendenza.
Trappeto è termine di derivazione greca e si rapporta alla lavorazione e trasformazione delle olive,termine ancor oggi usato correntemente dalla popolazione,insieme a Frantoio.
La presenza di numerosi frantoi oleari,del tipo a macina in pietra,tirata da asini,delineò la toponomastica di una non vasta area,che col tempo ebbe ad aver una incidenza abitativa enorme e la nascita di un vero e proprio formicaio umano.
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