Discorso Commemorativo del P. Ernesto Balducci
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- Categoria: Storia
- Pubblicato: Giovedì, 18 Gennaio 2024 23:00
- Scritto da Parrocchia S.Pompilio
Campi Salentina 14 luglio 1966
Emminenza, Eccellenze, Paternità reverendissima, Confratelli tutti. Popolo di Campi!
Mentre percorrevamo in processione le vie della Città legata al nome di S. Pompilio, mi domandavo quale era l'idea, il sentimento, che ci teneva uniti, che dava un senso cristiano alle
fragorose esplosioni come all'intima devozione, qual era il sentimento comune, che ci accompagnava dietro l'Urna del Santo.
E il mio occhio andava spesso dall'Urna del Santo, che contiene i resti che l'universale forza di distruzione ha risparmiato — il suo teschio, le sue ossa —, ai colori del cielo, di questo mirabile crepuscolo estivo, ai fiori, alle luci; e mi dicevo che qui era il segreto, che ci rendeva tutti ricchi di gioia: noi andavamo dietro i resti di un Santo con la certezza che egli vive, nonostante i segni della morte.
Le nostre ossa contengono il germe della resurrezione.
In questo si distingue un Santo dai grandi del mondo, che pure noi dobbiamo nella loro giusta misura rispettare e venerare: che mentre i grandi della storia, coloro che illustrano l’umanità con la scienza, con le scoperte, con la poesia, con le creazioni di ordine politico, appartengono alla nostra storia mortale, sono al di qua della barriera che ci impaurisce, l'insormontabile barriera della morte, il Santo splende oltre, la sua grandezza non è al di qua della tomba, ma è oltre la tomba.

La scomparsa di Maria Narra, per noi immersi nella quotidianità di tutti i giorni, sembra, al di là della ristretta cerchia familiare, una notizia tra tante. 

