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La perdita di Maria Narra, era stata cantatrice per Alan Lomax.

La scomparsa di Maria Narra, per noi immersi nella quotidianità di tutti i giorni, sembra, al di là della ristretta cerchia familiare, una notizia tra tante.
D’altronde, il venir meno è una prassi a cui tutti prima o poi dobbiamo confrontarci.
Tuttavia, ci sono persone che, per un curioso caso della vita, diventano protagoniste di eventi che segnano alcuni passaggi storici, tanto da essere oggetto di studio in alcune discipline accademiche. Maria Narra è una di queste.

Maria Narra è stata oggetto di studio, ed è ancora oggetto di studio, se non individualmente, almeno in gruppo, probabilmente in luoghi e contesti a noi sconosciuti. Maria Narra è stata una formidabile cantatrice di canti di tradizione popolare.
Le registrazioni da lei lasciate, fissate su nastro magnetico, saranno il DNA del nostro passato. Grazie a lei, un domani, potremo ricostruire quel mondo di soli cento anni fa, senza TV, senza telefoni cellulari, senza social. Grazie a lei, potremo riascoltare serenate, stornelli, canti di lavoro e a dispetto. Maria Narra sarà ricordata, probabilmente, molto più oltre Montecalvo Irpino. Il suo nome e i suoi canti sono nei più importanti archivi etnomusicologici italiani [1] e mondiali [2].

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La famiglia e il patriarcato

Sarà presentato mercoledì 18 agosto 2021 “La famiglia e il patriarcato”, un libro autobiografico di Michele Cristino che offre uno spaccato della società di Montecalvo Irpino, prima, e dell’Italia, dopo, tra gli anni ’50 ed i nostri giorni.
Un interessante viaggio nella società di “quilli di fore” (il racconto di un giovane di estrazione rurale che vive in una società rurale post borbonica ancora dominata da una borghesia pseudo nobile).
Un racconto di difficoltà materiali ma anche sociali, una storia di emigrazione oltre che di velata e strisciante discriminazione.
Alla manifestazione parteciperanno l’autore del libro, Carmelina Pepe e Giuseppe Bellaroba.
Modera il dibattito il giornalista Angelo Corvino.
L’appuntamento è per le 18.00 presso la sala conferenze del Castello Pignatelli messa a disposizione dal Comune di Montecalvo Irpino.

 
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Diocesi, don Giancarlo Scrocco nuovo parroco di Montecalvo Irpino

Don Giancarlo Scrocco è il nuovo parroco di Montecalvo Irpino.
Oggi l’Arcivescovo di Benevento, mons. Felice Accrocca, lo ha nominato Parroco di “San Pompilio Maria Pirrotti” in Montecalvo Irpino, trasferendolo, dopo 4 anni (nominato nel novembre 2016), dalla Parrocchia di “Santa Maria de Stampatis e San Marco Evangelista” in Morcone.
Succederà don Giancarlo don Gennaro Di Bonito, Amministratore parrocchiale di San Michele Arcangelo in Sassinoro (BN).
Con la nomina di don Giancarlo Montecalvo Irpino avrà di nuovo un Parroco, dopo le dimissioni del Parroco don Lorenzo Di Chiara e la nomina a Amministratore parrocchiale di mons. Francesco Iampietro.

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È morto a Maracaibo, in Venezuela, Antonio Romolo Cafoncelli.

Il giorno 30 giugno 2020 si è spento nella sua casa di Maracaibo (Venezuela) il nostro compaesano Antonio Romolo Cafoncelli, assistito amorevolmente da sua moglie Maria e da tutti i suoi familiari.
Nato a Montecalvo Irpino nel 1932, Romolo era emigrato, appena diciottenne, in Venezuela. Il Paese sudamericano offriva molte opportunità a chi le voleva cogliere e lui, da gran lavoratore, non si tirò indietro.
Da apprendista falegname iniziò a lavorare insieme ad altri connazionali ma appena si sentì pronto non esitò a mettersi in proprio: lo spirito di iniziativa non gli mancò mai.
Passarono dieci anni di intenso lavoro prima di tornare, con il fratello Libero, a riabbracciare l'amata famiglia.
Quella stessa estate conobbe Maria Concetta Tedesco, che sarebbe diventata la compagna della sua vita; in breve si sposarono e tornarono a Maracaibo dando origine ad una famiglia e ad una azienda entrambe prolifiche: dalla loro unione nacquero quattro figli e nel frattempo mutò il campo d'azione dal legno al marmo ["Se sei in grado di lavorare il legno saprai farlo anche con il marmo!" gli disse un amico e collega].

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I teschi che parlarono di Dio

La statua della Madonna dell’Abbondanza in Montecalvo Irpino
E’ trascorso quasi un ventennio da quando provvidenzialmente fu rinvenuta, murata all’interno di Casa Pirrotti in Montecalvo, la statua mariana degli affetti infantili di San Pompilio.
Varie pubblicazioni nel corso di questi anni ne hanno minuziosamente ricostruito le rocambolesche vicende collocandola nel giusto e veritiero contesto storico, teologico, devozionale e iconografico. 
Tra queste, il mio libro “I teschi che parlarono di Dio”, edito nel 2015 presso “Arti Grafiche di Ieso” in Casalbore.
Ad esso rimando, per i particolari, quanti volessero accostarsi  
ad una comprensione non meramente superficiale dell’intera vicenda.
Nelle sue quasi centocinquanta pagine l’opera analizza i punti salienti della straordinaria storia della statua ritrovata: dalle ipotesi circa la committenza, molto verosimilmente da intestare al nucleo familiare di monsignor Pompilio Pirrotti, omonimo ascendente del santo montecalvese vescovo di Cittaducale prima (dal 1573 al 1580) e di Guardialfiera dopo (dal 1582 al 1591), alle funeste conseguenze del terremoto del 1702, anno in cui la statua fu sottratta al culto pubblico nella chiesa dei Pirrotti sita in contrada Abbondanza e conservata in casa dal dottor Girolamo Pirrotti, padre di
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