I "sovversivi"
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- Categoria: Storia
- Pubblicato: Domenica, 13 Aprile 2003 00:00
- Scritto da Redazione
L'opera, curata da Francesco Barra, vuole contribuire a tracciare un quadro dell'antifascismo nell'Italia meridionale.
I primi due saggi qui raccolti, Teofilo Petriella e il popolarismo antifascista e Una famiglia antifascista: Pietro e Giuseppe Cristino, analizzano ed illustrano alcune presenze "esemplari" di antifascisti meridionali quali quelle di Teofilo Petriella, il battagliero deputato popolare direttore delle "Battaglie del Mezzogiorno", e di Pietro e Giuseppe Cristino, due nobili figure di militanti socialisti che incarnarono l'opposizione al regime e la fede nella libertà.
Il terzo e quarto saggio sono incentrati sull'Irpinia e hanno carattere documentario: Antifascisti irpini: I. Vinciguerra, B. Giordano, G. Galasso, V. Galasso, G. Iandoli, S. Possemato e Gli antifascisti irpini all'estero.
Montecalvo ha dato i natali a due nobilissime figure dell’antifascismo irpino: Pietro Cristino e suo figlio Giuseppe.
Nel corso della loro vita, lottando contro incomprensioni e persecuzioni, testimoniarono la loro fede incrollabile nella libertà e nella giustizia sociale.

Con la morte di Guglielmo II° i regni di Sicilia passarono in successione - a Costanza normanna, che fu moglie dell’imperatore Errico VI° di Svevia. Vennero altri tempi - altri nomi — altre vicende. Le guerre di quei tempi per ricuperare i regni dotali, l’assedio di Napoli — la sua seconda venuta in Italia per il riacquisto dei regni medesimi - sono fatti che possiamo leggere nella storia generale. - Seguirono i tempi di Federico II° di Svevia, ma per la nostra terra- che rimaneva ancora nella terra beneventana, per mutar di tempi e di baroni, nulla o quasi, si era cambiato. Nel regno, i Feudi incominciarono ad essere ereditarii a tempo di Federico II° nel 1210 — dal quale fu pubblicata la Costituzione: Ut de successionibus - in cui si dichiara essere ereditari con l’investitura semplicemente. - A tempo di Carlo II° di Angiò, nel 1300 cominciarono ad essere ereditari sotto altra investitura, cioè per gli eredi discendenti dal legittimo corpo:Le aride cronache del nostro paese poco riportano di rilevante. Siamo sicuri che si viveva la vita di un paese feudale. Relativamente, era un centro notevole a causa dei rapporti che aveva con la vicina Ariano e dei contatti con Apice - Benevento - Buonalbergo - Corsano. Nel registro dell’imperatore Federico Il - 25 Dicembre 1239 - tra gli altri baroni che sono nominati - nel giustiziariato di Principato - per la custodia dei lombardi fatti prigionieri di guerra, vi è Matteo di Letto, che fu poi Signore di Montecalvo - come vedremo da un documento del R. Archivio. - Vi è pure Dominus Casalis—Albuli (Casalbore). Intorno a questi tempi, fu pure giustiziere imperiale di Principato e della nostra terra beneventana Tomasio de Montenigro - il quale ebbe il mandato di assegnare i detti prigionieri ai di versi baroni della sua giurisdizione. - Qui notiamo che diviso il regno in Provincie - Montecalvo fu inclusa in prov: di Principato ultra.
Periodo spagnuolo: Conti e Duchi che si succedono a Montecalvo sino a noi.
