Pietre, grani e vini nella Montecalvo dell’800
- Dettagli
- Categoria: Storia
- Pubblicato: Mercoledì, 01 Marzo 2006 20:37
- Scritto da Dott.Antonio Stiscia

Pietre, grani e vini nella Montecalvo dell’800
Nello scrivere delle umane vicende del popolo Montecalvese,si tralascia spesso,il ricordo degli avvenimenti e delle situazioni di vita comune,presi dalla smania di rinverdire i fasti di un tempo,dimentichi forse, che la civiltà si appalesa in ogni forma e in ogni attività umana.Per questi motivi non saranno mai troppi i ringraziamenti da formulare ad Angelo Siciliano,che da anni e caparbiamente raccoglie le testimonianze della vita di un popolo,compiendo così un’opera di recupero e salvaguardia di un patrimonio antropologico unico e irripetibile. Cercherò di dare un piccolo contributo,col solo intento di recuperare notizie,sperando che si ponga mano ad una banca dati dove possano confluire le storie,gli oggetti,le testimonianze,le opere,le foto e quant’altro possa custodire la civiltà montecalvese,troppo vasta per essere completamente distrutta e troppo fragile per essere ben tutelata.Viviamo tempi difficili,dove ci si vergogna delle proprie origini contadine e dove lo sport più in voga è quello di trovare blasonerie e parentele di grido,dimentichi forse che la vera nobiltà alberga nel cuore . Ho conosciuto uomini semplici,dalle mani callose,depositari di profonde magnanimità e al contempo mielosi professori farciti di stupida presunteria ,appiccicosa come la “LOTA”.

Quando ci si trova di fronte ad una panella di “Pane di Montecalvo” dell’istituendo Consorzio IGP di Montecalvo Irpino e comuni limitrofi, si resta colpiti dal colore tra l’ocra e il nocciola carico e da una fragranza di profumi di lievito, farina, crusca e pane tostato. Sembra di trovarsi di fronte ad un prodotto di altri tempi catapultato, come per magia, ai giorni nostri. Sarà che in fatto di magia Montecalvo Irpino ha sempre primeggiato. 